TERRITORIO

LE GROTTE DEL TERRITORIO DI URZULEI

LE GROTTE PIÙ SIGNIFICATIVE DEL TERRITORIO DI URZULEI.

Nel territorio di Urzulei sono presenti due aree carsiche distinte, una ad est ed una ad ovest, nettamente separate da un a fascia in cui affiorano con continuità rocce non carsificabili di tipo granitico e scistoso.
In queste due zone sono state complessivamente censite quasi trecento grotte.

Di seguito si da una sintetica descrizione delle grotte più significative che sono elencate da sud verso nord secondo il senso incui scorrono gran parte delle acque sotterranee artefici della loro formazione.

GROTTE DEL SUPRAMONTE

Grotta “Sa Rutta ‘e S’Edera”(Urzulei)

Sa Rutta ‘e S’edera si apre in località Fennau in territorio di Urzulei, fa parte del sistema carsico con il maggiore sviluppo potenziale della Sardegna e rappresenta l’ingresso più meridionale al grande collettore che convoglia le acque del Supramonte verso la risorgente di Su Gologone a Oliena. Ha uno sviluppo di quasi 13 km e un dislivello di circa 250 m.

S’Edera ha le caratteristiche di altre importanti grotte dell’area supramontana. La parte attiva è caratterizzata dalle tipiche forme di erosione come marmitte, meandri, cascate e da dei corpi di frana abbastanza intricati. Nelle zone più alte prevale il processo deposizionale e le sale e le gallerie presentano una grande abbondanza di concrezioni di grande bellezza.

La progressione al suo interno è molto tecnica e per tanto è annoverata tra le grotte sarde più impegnative.

La temperatura media si aggira intorno ai nove gradi centigradi. Nei rami attivi è molto rilevante la circolazione d’aria cosi come la presenza d’acqua, fattori che la rendo poco ospitale e poco adatta a lunghe soste. Essendo una grotta inghiottitoio e con delle gallerie che si snodano al di sotto del letto di un torrente al suo interno possono verificarsi repentine e pericolose piene.

Sa Rutta ‘e Orbisi (catasto regionale “inghiottitoio di Orbisi”)- (Urzulei)

La grotta si trova sulla sinistra idrografica del Rio Orbisi nel Supramonte di Urzulei e ha uno sviluppo di quasi 800 m. Ha funzione di inghiottitoio durante le piene del fiume ed è collegata tramite un sifone alla Grotta Luigi Donini. È caratterizzata da grosse condotte labirintiche in calcare che immettono dopo una serie di passaggi ad una galleria principale dove ha inizio il lago del sifone terminale. La progressione è orizzontale e non necessita dell’utilizzo di corde.

Grotta Luigi Donini. (Urzulei).

La grotta si comporta come cavità assorbente e risorgente contemporaneamente e presenta 4 ingressi ben distinti (Pitt’e Rutta, Via del Mondo, Su Cunn’e S’Ebba e l’ingresso fossile).
Ha uno sviluppo di più di 3 km e un dislivello di quasi 100 m e risulta in collegamento idrogeologico con l’inghiottitoio di Orbisi. E’ costituita da una galleria principale occupata da numerosi laghi ed è soggetta a piene che fuoriescono dalla risorgenza che domina sulla zona di Sa Giuntura, poco prima della Gola di Gorropu.

Grotta Giuseppe Sardu (Urzulei)

Profonda cavità (-180m) che si apre nei versanti in destra idrografica della Gola di Gorropu. Per la sua posizione, difficile da individuare, pur essendo conosciuta dai pastori fu esplorata e documentata solo negli anni 90. La grotta è la più settentrionale del Supramonte di Urzulei, tra quelle di maggiore interesse che hanno diretti rapporti con il corso del Flumineddu e con l’acquifero carsico del Supramonte e rappresenta un importante tassello nella comprensione della sua idrogeologia.

La grotta presenta due ingressi a quote differenti, ha uno sviluppo prevalentemente verticale con un ampia sala dove si riversano le acque di una cascatella che spariscono in un laghetto sifonante. La sala in occasione delle piene, che attraversano la gola di Gorropu, si riempie completamente d’acqua che risale per diverse decine di metri.

GROTTE DEL RIO FLUMINEDDU (Supramonte)

Si tratta di quattro grotte fra le più profonde dell’isola che nell’insieme raggiungono uno sviluppo di oltre 13 km e si aprono lungo il corso del rio Flumineddu tutte sulla destra idrografica La grotta più a monte è Mandara e S’Uru Manna che è stata la prima ad essere scoperta, la successiva è la grotta di Su Colostrargiu, viene quindi la grotta di S’Orale de su Mudrecu e infine la grotta di s’Eni de Istettai sono tutte grotte molto impegnative che hanno richiesto decenni di esplorazioni e ricerche. Tutte sono connesse al grande collettore che attraversa il Supramonte e alimenta la sorgente carsica di su Gologone. Si distinguono per le basse temperature, mediamente di poco superiore ai 9°C e relativamente all’area geografica, per le verticali e per le frane acquatiche che ostruiscono i tratti orizzontali in cui scorrono i
torrenti sotterranei.

GROTTE DELL’AREA CARSICA DEL RIO CODULA ‘E LUNE

Grotta “Su Prediargiu” (Catasto regionale: “Suttaterra de su Predargiu”) (Urzulei).
La grotta presenta uno sviluppo di poco superiore ai seicento metri si apre alla base delle pareti dolomitiche che formano il versante ovest di Serra Oseli e il suo ingresso si affaccia sul Rio Codula ‘e Lune.

Si caratterizza per un percorso breve che conduce ad una sala estremamente ricca di aragoniti delicatissime
unica nel suo genere. In altri angoli sono presenti delle vaschette e delle concrezioni molto caratteristiche.

Grotta “Su Crabargiu” (Urzulei)

La grotta si affaccia sulla valle del Rio Bacu Su Palu uno degli affluenti del Rio Codula ‘e Lune (Urzulei).

Il suo ingresso è molto ampio ed è preceduto da un olivastro centenario. La grotta è formata da ambienti, impostati su fratture che, nella parte più distante dall’ingresso, sono splendidamente concrezionati da colonne, stalattiti, stalagmiti e vaschette di concrezione. Nella parte finale presenta un piccolo torrente celato da un corpo di frana molto intricato.

Grotta di Su Palu (Urzulei)

L’ingresso della grotta di Su Palu si trova alla sommità di una pietraia sulla destra idrografica della Codula di Luna, di fronte a Bacu Su Palu, ed è chiuso da un cancello. La grotta fa parte del complesso carsico più lungo d’Italia che ha uno sviluppo complessivo di 70 km ed è appunto costituito dalla connessione delle grotte di Su Palu, Monte Longos, Su Molente, Bue Marino.

Al suo interno due torrenti confluiscono in un lago sotterraneo sifonante che fa parte del grande collettore che convoglia le acque verso la risorgente di Cala Luna. La grotta di Su Palu presenta diversi livelli fossili e tra le parti più suggestive rientrano di sicuro il piccolo cunicolo allagato, passaggio obbligato per accedere alle zone più profonde, la galleria di Altaloma la cascata, la confluenza con il lago, l’enorme sala di El Alamein e la grandissima galleria di Lilliput.

Icnussa