TERRITORIO

Il Paese di Urzulei

In occasione del Raduno Internazionale di Speleologia, Urzulei metterà in vetrina il meglio della sua storia, della suacucina, della sua tradizione e il suo incontaminato territorio.
Sarà possibile gustare ottimi cibi, ammirare un artigianato di qualità e godere di una natura incontaminata: il centro storico, i suoi Murales simili a finestre proiettate nel passato, le chiese seicentesche, i manufatti artigianali tra i quali esclusivi coltelli, arazzi e tappeti, opere lignee e soprattutto gli originali cestini in asfodelo. Cibi genuini dall’antico sapore sapranno sorprendervi e deliziarvi con piatti esclusivi della tradizione.

E per gli amanti del trekking e della natura selvaggia, la possibilità di effettuare innumerevoli escursioni e tours.

La longevità trae origine dallo stile di vita. Urzulei, incluso nelle Blue Zone del mondo, rientra tra i paesi con più centenari della Sardegna. Le motivazioni di questa longevità sono da ricercarsi nella qualità dei rapporti sociali, ma anche e soprattutto nella qualità dell’alimentazione, basata principalmente sulla preparazione di cibi provenienti da materie prime di eccellente qualità proprie del territorio. Qui la longevità non si è fermata all’uomo, ne sono testimoni i tassi millenari del suo Supramonte e la vite selvatica millenaria (forse la più antica mai ritrovata al mondo). Il Supramonte di Urzulei ha anche restituito uno dei bronzetti più significativi della cultura nuragica, la cosiddetta Madre dell’ucciso (attualmente esposta nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari). In un territorio così povero e inospitale affonda le sue radici, maestra nell’utilizzo delle poche risorse disponibili. Oggi questo territorio, meravigliosamente conservato e considerato tra i più selvaggi del meditterraneo, viene apprezzato dai viaggiatori di tutto il mondo per i suoi canyon (quello di Gorropu è tra i più grandi d’Europa), le grotte, i rari endemismi e la biodiversità vegetale e animale. Urzulei come il territorio, ha preservato la sua storia, la sua cultura e le sue antiche tradizioni. La memoria orale ha tramandato nel tempo le tradizioni artigianali, che grazie a sapienti mani sono giunte sino a noi. Abili mani trasformano l’asfodelo in cesti per contenere e trasportare grano e farina. Abili mani creano cesti per offrire i dolci, per portare il corredo delle spose e dei bimbi. Cesti con lavorazioni semplici per la vita quotidiana o molto preziosi per le grandi occasioni. L’asfodelo, oggi viene valorizzato in altri ambiti come la tessitura, creando delle vere e proprie opere d’arte e nella creazioni di oggetti di moderno design. Dove la longeva tradizione incontra l’innovazione.

MURALES

Per le vie del paese di Urzulei trovate il percorso muralistico “Memòria e Identidade” (Memoria e Identità), che nasce nel 2003 per iniziativa e sotto la direzione artistica dell’Associazione culturale “Sòciu po su jocu de sa murra”. Questo progetto artistico segue coerentemente poche regole: riproduzione senza interpretazione e nel modo più fedele possibile in bianco e nero di foto che ritraggono persone o scene legate alla storia e alla cultura della comunità.
Un aspetto che caratterizza il muralismo di Urzulei è la particolare sfumatura realizzata sul contorno delle immagini che conferisce alle opere un aspetto quasi onirico, come dei flash, come dei varchi sul velo del passato, della storia comunitaria. Tra le foto scelte spiccano i capolavori fotografici realizzati nel 1934 dal linguista e fotografo friulano Ugo Pellis e due del pioniere della speleologia nel Supramonte, il bolognese Luigi Donini. A dare ulteriore prestigio al progetto Memòria e identidade  è la firma su numerose opere del grande muralista di San Sperate Angelo Pilloni. Contatti Tel. +39 328 574 8917

Museo Etnografico Sardo “Andalas De Memoria”

Nel cuore del paese, un museo etnografico itinerante gestito dall’associazione “Andalas de memoria”, ripropone ai turisti ciò che un tempo caratterizzava il piccolo borgo ogliastrino ai piedi di Monte Gruttas. La vecchia caserma dei carabinieri , la scuola, le poste e il municipio assieme all’ambulatorio e al mulino rivivono tra le casette un tempo diroccate ed ora tornate agli antichi splendori. Un come eravamo in piena regola con ben quindici punti espositivi: caratterizzato dalla presenza degli utensili utilizzati da pastori, contadini e artigiani e dalla riproposizione di tradizioni ancora vive nella comunità, prima tra tutte l’arte della lavorazione de “sa scraria”, l’asfodelo utilizzato per realizzare i cestini.

Contatti Tel. 380 527 9479

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